Francesca Bonello - feeling nature

PAROLE DI TERRA

Con i miei testi mi piacerebbe accompagnarvi con leggerezza, così come accompagno uomini e donne durante il bosco, a ritrovare una connessione più profonda con la natura.

Per me la Natura è sempre stata una madre, una compagna di giochi, un’amica, una confidente, una maestra,… e ultimamente mi sono resa conto che è anche mio medico e medicina.

Sono onorata di poter condividere le mie esperienze e le mie riflessioni con voi.

La Natura ha bisogno di noi tanto quanto noi abbiamo bisogno di Lei.

 Forse ora è arrivato il momento di rinsaldare consapevolmente questo patto.

Parole di terra, dunque.

Questa locuzione è tratta dal titolo di un libro di Pierre Rabhi, un attivista francese che ha fondato il movimento del colibrì, se non la conoscete vi invito ad andare su internet a spulciare la sua storia1. Ma di questo ve ne parlerò un’altra volta, forse.

Il suo è un libricino di poche pagine che racconta l’incontro tra due culture: l’antica, semplice e umile, saggezza delle tribù Native dell’Africa, e la più recente cultura tecnologica portata dagli occidentali che, con il mito del “progresso”, riesce ad irretire le ultime generazioni di giovani africani.

Questo incontro è particolarmente emblematico del nostro attuale rapporto con la natura: accecati dal delirio di onnipotenza, rischiamo di barattare (e così facendo snervare, dilapidare e distruggere) un’immensa, fertile, ricchezza per poche scintillanti ma futili e soprattutto sterili cianfrusaglie.

Non so se la terra cui fa riferimento il titolo del libro sia l’umile terra che noi quotidianamente calpestiamo, spesso inconsapevolmente, con i nostri piedi.

Io qui, con parole di terra, in questo mio primo testo, voglio fare riferimento alla voce della Terra con la T maiuscola.

In realtà, per l’appunto, si tratta di un’unica, potente parola, che ci viene detta:

“Esisto”

Esisto, sai!

Sembra che la scienza stia confermando ora quello che le culture antiche e la mitologia di tutto il mondo da sempre ci hanno detto.

In antichità il pianeta Terra, Gaia o Gea, Pachamama che dir si voglia, è sempre stata considerata una divinità.

Più di recente, negli anni 70, lo scienziato James Lovelock ha formulato l’ipotesi Gaia che vede il pianeta Terra come un macro-organismo intelligente, senziente, capace di autoregolazione.

Che duro colpo per la nostra protervia di uomini, chiamati dalla Bibbia a dare il nome a tutte le creature viventi (Gen 2, 19).

C’è qualcuno più grande di noi, qui, proprio accanto a noi, sotto i nostri piedi, e forse non ce ne siamo mai nemmeno accorti!

E’ proprio quella Terra che sempre ci sostiene, e che continua ad occuparsi, e forse preoccuparsi a causa nostra, di tutte le forme di vita che la abitano, noi compresi.

Ma se invece questa consapevolezza fosse per noi motivo di grande sollievo?

Ti lascio con questa domanda aperta.

Mi sono ripromessa di chiudere ogni mio testo con una citazione ed il suggerimento di una pratica di riconnessione alla natura.

Si tratta di pratiche semplici, apparentemente banali, che però lavorano in profondità. Come si dice: provare per credere. Dipende tutto da te, da quanto senti forte il richiamo della natura.

CIT: “Ascolta la pianta dei tuoi piedi che calpesta il terreno, piuttosto che i castelli in aria creati dalla mente”. Mahatma Gandhi

ESERCIZIO: Ti invito a ritagliarti anche solo un paio di minuti, uscire all’aria aperta,

aprire lo sguardo verso l’orizzonte e al contempo, facendo un profondo espiro, portare la consapevolezza alla pianta dei tuoi piedi.

La madre, l’Amica, la Maestra, il Medico per eccellenza, è lì, ai tuoi piedi.

Che effetto ti fa?

Se riesci, per qualche istante, a creare silenzio dentro di te, ascoltati.

Ascolta il tuo corpo, ascolta le tue emozioni, vedi i tuoi pensieri.

Può essere che Lei ti parli.

Datti tempo.

Stai aprendo uno spazio sacro.

Con l’abitudine puoi coltivarlo ovunque, anche, paradossalmente, mentre sei in coda al supermercato.

Ricordati di Lei. Lei che sempre, da sempre, si prende cura di te.

Porta pazienza nel caso ti sembri che non succeda niente. Stai gettando le basi per una nuova relazione, tutta da costruire, dove la comunicazione non avviene attraverso i canali a noi usuali.

Quando ritieni che l’esperienza sia conclusa, chiudila con una parola che ne condensi il significato e magari un semplice cenno del capo. E se ti va, tienine traccia e condividila con me.

Ti auguro una buona luminosa giornata

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